STOP ARMI ALLA TURCHIA: EMBARGO POPOLARE

“STOP ARMI ALLA TURCHIA: EMBARGO POPOLARE”
Questa mattina abbiamo deciso di bloccare l’ingresso della Rheinmetal Spa da cui nelle prossime ore, partirà un cannone da 600 colpi al minuto diretto verso la Turchia.
Lo abbiamo fatto perché riteniamo vergognoso che l’Italia continui ad esportare armi verso la Turchia, legittimando ed alimentando l’ignobile offensiva turca nel nord della Siria, che ha già comportato la morte e il ferimento di centinaia di civili e la creazione di una vera e propria emergenza umanitaria con la messa in fuga di 300.000 uomini, donne e bambini. Pretendiamo che il Governo italiano, al di là delle sterili dichiarazioni di facciata, adotti tutti i provvedimenti necessari per bloccare immediatamente l’export delle armi verso la Turchia, comprese le commesse già pronte. Non possiamo accettare infatti, che un eventuale embargo riguardi solo i futuri ordini, lasciando nel frattempo che gli armamenti prodotti in Italia continuino ad uccidere civili innocenti. Basti pensare che il cannone automantico Oerlikon, in grado di sparare qualcosa come 600 colpi al minuto, fa parte di una commessa di 12 cannoni (di cui 9 già consegnati), commissionati nel 2016 dalla  Aselsan Elektronic, fornitrice dell’esercito di Ankara.
Invitiamo tutte le realtà territoriali a dare un concreto sostegno alla lotta del popolo curdo, segnalando i siti in cui si producono armamenti che potrebbero alimentare il massacro in Rojava. Chiediamo, inoltre, ai lavoratori ed alle lavoratrice della logistica e della produzione di svolgere un ruolo attivo nell’opposizione all’invio di macchine da guerra verso Ankara. Se il Governo italiano non ha il coraggio di fermare l’esportazione delle armi, dimostriamo che esistono centinaia di uomini e donne pronti a realizzare un embargo popolare.
Verso la manifestazione nazionale del 1 novembre
#controlaguerra
#iostoconicurdi
#stoparmiturchia
#riseup4rojava
Qui di seguito abbiamo voluto segnalare alcuni dati relativi alla produzione e al commercio delle armi tra il nostro paese e la Turchia:
890 milioni di euro in fucili, munizioni, sistemi di precisione, bombe, razzi, missili, elicotteri da guerra venduti, negli ultimi 4 anni, dal nostro Paese ad Ankara;
46 milioni di euro in armi e munizioni militari inviate, nel primo semestre del 2019, dall’Italia alla Turchia e 124 milioni di euro di aeromobili e componenti elettronici inviati, nello stesso periodo, dalla sola provincia di Roma alla Turchia;
Partecipazione dell’Italia, dal 17 al 28 giugno 2019, all’“Anatolian Eagle”, che fornisce addestramento al personale delle forze armate turche con l’obiettivo di rafforzare le relazioni militari tra i Paesi partecipanti (tra cui, oltre la Turchia, Giordania, Pakistan, Qatar, Stati Uniti, Azerbaigian)
Le forze armate turche dispongono di diversi elicotteri T129 di fatto una licenza di coproduzione degli elicotteri italiani di AW129 Mangusta di Augusta Westland, azienda che dal 2017 è confluita nel gruppo Leonardo, che vede come maggiore azionista il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La Augusta Westland ha le seguenti sedi in Italia: Cascina Costa(provincia di Varese) Sesto Calende (provincia di Varese); Vergiate(provincia di Varese); Lonate Pozzolo(provincia di Varese); Tessèra(provincia di Venezia); Brindisi; Frosinone; Anagni (provincia di Frosinone) Benevento.
La Alenia Aermacchi, confluita nel 2015 in Finmeccanica, ha venduto alla Marina turca gli ATR72-600 TMUA ossia aerei per il pattugliamento.
La Alenia ha stabilimenti in tutta Italia: Pomigliano d’Arco; Nola; Capodichino; Foggia; Grottaglie (TA); Brindisi; Tessera (VE); Torino – Torino Caselle, Nerviano (MI)
La Beretta S.p.a. nel 2002 ha vinto una commessa per la fornitura di 40.000 pistole modello 92 alla Polizia turca e da anni è presente in Turchia dove produce le sue pistole attraverso la controllata Stoeger di Istabul anche per il ministero della Difesa turco. La sede italiana che si occupa della vendita di armi militari alle forze dell’ordine internazionali si trova a Gardone Valtrompia (BS)
Nota: dati Rete Disarmo

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