Lettera di Leyla Guven

«Ci scusiamo con il leader di Apo per non aver intensificato la resistenza al momento giusto e per non essere riusciti a liberarlo.
Ho iniziato lo sciopero della fame sapendo che la libertà di Öcalan non era solo una mia richiesta, ma la richiesta di milioni di persone. Milioni di curdi si sono mobilitati per questa ragione, e fintanto che non arriverà una dichiarazione del leader del popolo kurdo, che faccia sapere che è in buona salute e fintanto che che una delegazione politica e i suoi avvocati non saranno in grado di incontrarlo ogni settimana non fermeremo il nostro sciopero della fame. Ho avuto il privilegio di stare con i detenuti nella prigione di Amed, un luogo per la resistenza. Mi sono sentita come se i compagni Sakine, Hayri e Kemal mi facessero visita ogni notte. Ho veramente vissuto la moralità della prigione di Amed, e questo mi ha aiutata a resistere. Anche se lo Stato turco ha cercato di allontanarmi da questo spirito di resistenza, io non ne sarò lontana. Ho portato avanti lo sciopero della fame per 79 giorni da detenuta, continuerò lo sciopero della fame quiLa resistenza è vita

 

Leyla Guven

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