Lettera a Tekoser, Orso, dalle YPJ International

Sei morto per amore della libertà, per amore della vita, con il sorriso sulle labbra, come hai scritto nella tua lettera. Non avevi paura di morire, perché conoscevi profondamente la ragione per cui stavi combattendo, perché eri un ribelle dal cuore grande.
E la tua morte è per noi una tempesta, che si abbatte con veemenza infrangendosi sulle nostre paure e sui nostri dubbi, ricordandoci che non c’è tempo da perdere, che non ci sono scuse da avanzare, ci ricorda che dobbiamo continuare a lottare forte, che dobbiamo farlo spalla a spalla con la stessa perseveranza, caparbietà e intensità con cui l’hai fatto tu fino all’ultimo respiro.
Ci ricorda che dobbiamo farlo con il tuo stesso sorriso, perché non c’è rassegnazione né tristezza nel cuore di chi lotta.
Raccogliere quello che ci lasci non è un compito facile, il mondo cade a pezzi e chi pensa di cambiarlo è considerato un pazzo, un’idealista che vive fuori dalla realtà.
Eppure noi siamo una realtà e la nostra follia è creatrice. Folle e reale è andare a combattere in una terra straniera sentendosi tutt’uno con chi la abita perché ha negli occhi e nello sguardo la tua stessa voglia di ribaltare le cose, di spezzare le catene, di diffondere bellezza fra le macerie.
Dovremmo essere tutti folli.
Comprendiamo ancora una volta attraverso di te il senso profondo dell’internazionalismo e rinnoviamo la nostra promessa per un mondo senza frontiere, la promessa di continuare a lottare contro qualsiasi forma di oppressione e ingiustizia ovunque nel mondo, sapendo che la libertà è vera solo quando è di tutti e per tutti.
Non lasceremo che la tua memoria venga infangata da chi ieri ti avrebbe condannato e oggi finge di compiangerti, sappiamo che la causa per cui combattevi era ben più grande della fine del califfato e sappiamo che quando DerEzZor sarebbe stata liberata non avresti deposto le armi, perché DerEzZor è una battaglia, ma la guerra per la libertà è ancora lunga. Gli ipocriti che oggi pretendono di essere dalla nostra parte, domani saranno i nostri nemici.
Ti hanno ucciso all’alba della primavera, nel disperato tentativo di prolungare l’inverno, ma non si possono arrestare le stagioni, la primavera sorgerà al sole della liberazione e noi saremo pronte a difendere ciò per cui tu hai dato la vita.
Raccogliere quello che ci lasci non è facile, ma noi siamo sognatrici dell’impossibile, saremo gocce e saremo tempesta, continueremo la tua lotta, è una promessa.

Ciao Orso!
Serkeftin

“Sheid Namirin”, i martiri non muoiono mai, perché vivono nella memoria di chi lotta.

Date 2019-03-21
YPJ International Fighters Info Office

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