Le donne turche insorgono contro Erdoğan dopo l’uccisione di una ragazza

Cortei di protesta in molte città turche per la morte d’una giovane per mano del fidanzato.

Cortei di protesta in molte città turche per la morte d’una giovane per mano del fidanzato; condannate le politiche del regime del presidente Recep Tayyip Erdoğan, incapaci di arginare il recente aumento di violenza sulle donne.

Traduciamo da Kongra Star (23 luglio 2020).

Un crimine orrendo, vittima la giovane [studente] turca Pinar Gültekin: secondo Al Ain News, il fidanzato Jamal Matin Avci l’ha colpita e poi strangolata fino alla morte, quindi, dopo aver provato invano a bruciarlo, ha messo il corpo in una botte e l’ha trasportato in una foresta nell’ovest della Turchia per darlo alle fiamme.

Dopo la scoperta del delitto, l’opinione pubblica è insorta ed è scesa in piazza per esprimere rabbia per l’accaduto e chiedere che il governo adotti misure più efficaci per fermare la violenza contro le donne, che ha visto un’escalation negli ultimi anni.

A Istanbul, un gran numero di donne si è riunito nei quartieri di Beşiktaş, nel lato europeo della città, e di Kadıköy, nel lato asiatico, e ha condannato l’incidente. L’evento ha visto la partecipazione di un alto numero di artiste e artisti che rifiutano questi avvenimenti, della piattaforma “Fermeremo il femminicidio” (“Kadın Cinayetlerini Durduracağız” Platformu) e dei consigli di quartiere delle donne della città.

Le manifestanti recavano striscioni con slogan di condanna – “Non staremo in silenzio dinanzi a questi avvenimenti”, “È tempo di applicare l’accordo di Istanbul” per prevenire e combattere la violenza contro le donne – e immagini della giovane uccisa, gridando “Basta morte”, “Distruggeremo la vostra mascolinità” e “Rispettate l’accordo di Istanbul”.

In un discorso tenuto alle manifestanti, la segretaria generale della piattaforma Fidan Ataselim ha affermato: “Metteremo fine ai crimini commessi contro le donne”. “Siamo così adirate che non abbiamo intenzione di fare un solo passo indietro. Abbiamo firmato l’accordo di Istanbul e il regime vuole revocarlo”. In precedenza, a proposito di tale accordo, il vice-presidente parlamentare di Giustizia e Sviluppo (AKP) Numan Kortulmush ha dichiarato: “Proprio come questo accordo è stato firmato secondo le procedure, allo stesso modo verranno prese misure per uscirne”. Questa presa di posizione ha causato paura e panico tra le donne turche: per le loro vite, specialmente alla luce del pericolo concreto che minaccia i bambini e [soprattutto] le bambine.