La solidarietà tra le donne che lottano contro distruzione ed espropriazione

Qualche giorno prima che le compagne dell’EZLN scrivessero una lettera alle donne del mondo che lottano, per annunciare che la celebrazione del prossimo 8 marzo non avverrà in terra zapatista ma in ogni territorio, alcune donne che, nel sud est messicano (Chiapas), lottano e resistono, hanno scritto una lettera di solidarietà alle compagne e sorelle zapatiste, cui hanno aderito quasi 900 tra collettivi, individualità e reti di donne.

Entrambe le lettere fanno riferimento a una “luce”, un dono che le compagne zapatiste hanno condiviso con tutte le partecipanti del “Primo Incontro Internazionale, Politico, Artistico, Sportivo e Culturale delle Donne che Lottano“, tenutosi l’8 marzo del 2018 nel territorio liberato di Morelia. Una luce che rappresenta l’esemplare lotta per l’autonomia delle donne indigene dell’EZLN ma che si moltiplica e trova eco nella forza delle donne riunite e organizzate in ogni angolo del mondo, che si prendono cura l’una dell’altra affinché nessuna lotta sia mai spenta.

Lotte che, come evidenziano entrambe le lettere, hanno come obiettivo quello di opporsi a una delle attuali declinazioni del sistema capitalista: le politiche estrattiviste. Nella lettera alle compagne zapatiste, infatti, si legge:
«È arrivata l’ora di dire ai cattivi governi, di ieri e di oggi, di diversi luoghi del mondo, che ripudiamo, dalle molteplici geografie a cui apparteniamo, le pratiche di concessione, estrazione e usufrutto della nostra Madre Terra. Il fracking, i gasdotti, gli oleodotti, le centrali idroelettriche, le monocolture agroindustriali e le infrastrutture utili per uno sviluppo turistico, solo avvantaggiano i grandi progetti industriali, a costo della distruzione delle popolazioni indigene e non indigene.»

E così le compagne zapatiste:
«I nuovi cattivi governi hanno già detto chiaramente che metteranno in pratica i megaprogetti dei grandi capitalisti. Dal loro Treno Maya, al loro piano per l’Istmo di Tehuantepec, al piantare alberi per i mercati di legname e frutta. Hanno anche detto che entreranno le compagnie minerarie e le grandi aziende alimentari. E hanno anche un piano agrario che porta a compimento l’idea di distruggerci come popoli originari, in modo da convertire le nostre terre in merci […] Questi progetti sono di distruzione. […] La verità è che vanno del tutto contro i popoli originari, le loro comunità, le loro terre, le loro montagne, i loro fiumi, i loro animali, le loro piante e persino le loro pietre.»

Un modello, quello dell’estrattivismo, cui sempre più donne si oppongono attraverso l’auto organizzazione dal basso per la difesa dei territori e della vita stessa:
«Di fronte all’interesse di chi vuole avere sempre e sempre più soldi – scrivono le compagne messicane, organizzate in una delle Redes de Resitencia y Rebeldia -, noi lotteremo per la vita delle persone e degli essere viventi che popolano il nostro territorio. Noi donne conosciamo il valore della vita e per questo costruiamo per la vita

Quindi, nell’annunciare l’impossibilità di celebrare il secondo incontro internazionale delle donne proprio perché impegnate in questa difesa della vita, del territorio e di chi lo abita, le donne zapatiste si fanno portavoci di una chiamata all’intensificazione della lotta contro il capitalismo e tutto ciò che il sistema ci impone o significa nelle nostre vite:
«Sappiamo che il capitalismo arriva dappertutto e dove vuole, non importa a quale costo. […] Quindi, ti diciamo, compagna e sorella, […] non smettere di lottare. Anche se quei maledetti capitalisti e i loro nuovi cattivi governi ce la facessero ad annientarci, allora devi continuare a lottare nel tuo mondo. […] in modo che nessuna donna in nessun angolo del mondo abbia paura di essere una donna.»

E nonostante la tristezza di non poter celebrare insieme la giornata dell’8 marzo, entrambe le lettere evidenziano anche la forza delle lotte delle donne quando convergono, solidarizzano e riescono a farsi alleate. «Vogliamo infine dire a tutte voi – recita la lettera alle zapatiste – che sì noi donne, con il nostro cuore collettivo, riusciamo a fare in modo che le nostre compagne, amiche e sorelle zapatiste, non siano sole.»

Un appello alla solidarietà cui le compagne zapatiste rispondono ricordandoci l’impegno a non abbassare la guardia, a non zoppicare, a non lasciare che né i grandi progetti di distruzione, né i mali governi di ieri e di oggi, ci dividano, ci separino. Come donne in lotta che siamo, dobbiamo lottare, ognuna nella propria geografia, nel proprio calendario – ci dicono le zapatiste -, per far sì che le luci delle lotte femministe nel mondo arrivino ad illuminare, un giorno, il mondo intero:
«Prenditi cura della piccola luce che ti abbiamo regalato. Non lasciare che si spenga. Anche se la nostra si estingue qui col nostro sangue, e anche se si spegne in altri posti, tu prenditi cura della tua perché, anche se i tempi sono ormai difficili, dobbiamo rimanere ciò che siamo, e che siamo donne che lottano.»

 

Una compagna

Di seguito il link alla lettera completa delle donne del Messico: https://radiozapatista.org/wp-content/uploads/2019/02/carta-mujeres-italiano.pdf e delle donne zapatiste: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2019/02/11/a-le-donne-che-lottano-in-tutto-il-mondo-da-le-donne-zapatiste/

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