IN MEMORIA DELLE MARTIRI DI PARIGI: POSSONO UCCIDERE LE RIVOLUZIONARIE, MA NON POSSONO FERMARE LA RIVOLUZIONE DELLE DONNE!

9 gennaio 2013: Ömer Güney, su mandato dei servizi segreti turchi, assassina tre attiviste curde, Fidan Doğan, Sakine Cansiz e Leyla Şaylemez, nella sede del Centro Informazioni Kurdistan a Parigi. Fiumi di manifestanti scendono in strada in Europa e in Kurdistan. Solo ad Amed,città curda in Turchia, il 17 gennaio 2013 se ne contano decine di migliaia.


4 ottobre 2022: la giornalista curda Nagihan Akarsel, membro dell’Accademia di Jineoloji,e appartenente al comitato editoriale del “Jineolojî Journal”, viene assassinata a colpi di pistola a Sulaymaniyah,in Kurdistan iracheno,davanti alla porta di casa. 


Nel 2022, in Kurdistan iracheno, oltre a Nagihan, sono state uccise altre cinque donne legate ai movimenti femminili curdi.


23 dicembre 2022: William Malet,di nazionalità francese,attacca il Centro culturale curdo “Ahmet-Kaya” di Parigi durante una riunione preparatoria per la commemorazione dell’assassinio del 2013. Perdono la vita Emine Kara (attivista), Mir Perwer (musicista) and Abdurrahman Kizil (pensionato).

“Sakine Cansiz è storia. È l’incarnazione del volto femminista del movimento di liberazione curdo. È la donna che ha sputato in faccia al suo aguzzino, quando era in prigione.” Cosi` scrive Dilar Dirik nel ricordare Sara. Co-fondatrice del PKK, simbolo di resistenza eroica in carcere, l’importanza di Sara nel movimento curdo e` tale che lo stesso Abdullah Öcalan le chiede di scrivere un libro sulla sua vita. 


Leyla, heval Ronahî, figlia della diaspora curda in Europa, era un membro della gioventu` del PKK. Quando e` stata assassinata aveva appena 24 anni. 
Sempre Dilar Dirik, in un articolo pubblicato su “The Kurdistan Tribune”, ricorda cosi` Fidan: “Non conoscevo Fidan Doğan, perché per me era Rojbin. L’ho incontrata per la prima volta quando ero alle elementari. Io e la mia famiglia ci siamo subito innamorate di lei! Era così energica, sorrideva sempre. La sua voce è ancora nelle mie orecchie.”


Di Nagihan, scrive cosi` Zîlan Diyar del Comitato Europeo di Jineolojî:”Volevo iniziare con una poesia. Poi mi sono accorta che la poesia sei tu. Com’e` stato bello respirare la vita che sapeva di poesia.” 


Emine,heval Evîn Goyî, e` arrivata in Europa dopo essere stata ferita nella battaglia per la liberazione di Raqqa dallo Stato Islamico. Prima di allora, aveva combattuto a Kobane e preso parte all’organizzazione dell’Amministrazione Autonoma.

Queste donne straordinarie, piene di dedizione e amore per la liberta, ci sono state sottratte. Piangiamo la loro morte, ma soprattutto celebriamo la loro vita. Raccogliamo la loro eredita` che parla di impegno e speranza. I loro esempi ci indicano la strada da percorrere per una vita libera, dignitosa e bella. E belle lo sono state, le nostre compagne: ben lontane dalla cupa immagine di pericolose terroriste costruita da dittatori e burocrati, il loro popolo le ricorda per l’amore sconfinato che hanno coltivato e per il coraggio con cui hanno lottato e vissuto. 


E cosi` vogliamo ricordarle noi oggi.

Donna, vita, liberta`!

Note
Il PKK e`attualmente inscritto nella lista delle organizzazioni terroristiche mondiali,tale è ritenuto, tra gli altri, da Stati Uniti e Unione Europea. Nel gennaio 2020 la Corte di Cassazione belga ha confermato la decisione della Corte d’Appello di Bruxelles secondo cui il PKK non dovrebbe essere classificato come organizzazione terroristica. A oggi non vi e` stato seguito a questa sentenza.

Şehid namirin. Le martiri non muoiono mai.


Rete Jin Nazionale
9 gennaio 2023