Decine di organizzazioni e singole persone hanno sottoscritto un comunicato condannando i continui attacchi da parte dello Stato turco contro la popolazione curda

Condanniamo la brutale uccisione delle compagne Zehra Berkel, Emîna Weysi e Bedîea Mele Xelîl da parte dell'esercito turco.

Traduciamo da Women Defend Rojava (4 luglio 2020).

Decine di organizzazioni e singole persone hanno sottoscritto un comunicato del comitato Women Defend Rojava di Madrid, condannando i continui attacchi da parte dello Stato turco contro la popolazione curda, in particolare per l’uccisione di tre compagne del Kongra Star, Zehra Berkel, Bedîea (Hebûn) Mele Xelîl e madre Emîna Weysi.

Le organizzazioni e i collettivi di donne da molti territori e Paesi, sindacati e librerie, politici, intellettuali e difensori dei diritti umani si scagliano fermamente contro l’uccisione, il femminicidio, il saccheggio e l’invasione perpetrati dallo Stato turco contro le popolazioni curde, e specialmente contro la violenza perpetrata sulle donne del Rojava, che sono l’anima della rivoluzione democratica, della liberazione delle donne e della rivoluzione ambientalista nella Siria del Nord e dell’Est.

Appello in italiano, tradotto dallo spagnolo:

Condanniamo il brutale assassinio delle compagne Zehra Berkel, Emîna Weysi e Bedîea Mele Xelîl per mano dell’esercito turco

Nella notte del 23 giugno, nel villaggio di Helince, nei pressi di Kobane (Kurdistan occidentale, Siria), droni dell’esercito turco hanno lanciato missili contro un’abitazione civile in cui si erano riunite varie donne. Come conseguenza di questo attacco sono morte Zehra Berkel, membro del Coordinamento del Kongra Star della regione dell’Eufrate, la madre Emîna Weysi e la nostra compagna Bedîea Mele Xelîl.

Queste tre donne lottavano fianco a fianco con altre migliaia di compagne curde, arabe, assire, circasse, yazide, della Siria nord-orientale, per poter vivere in una società democratica, libera, egualitaria e senza patriarcato.

Allo stesso tempo, a Besre, nella regione di Deir-ez-Zor, nell’est della Siria, ha avuto luogo un attacco brutale alla Casa delle Donne (Mala Jin), in cui le donne svolgono opera di mediazione in conflitti famigliari e di violenza di genere e danno appoggio alle compagne in situazioni vulnerabili. I crimini di guerra dello Stato fascista turco contro l’avanzare della libertà delle donne si sono intensificati.

La rivoluzione iniziata nel 2012, basata sulla democrazia radicale, l’ecologia sociale e la liberazione delle donne, ha continuato ad avanzare nonostante le pressioni e gli attacchi delle diverse forze egemoniche che fanno ingerenza nella regione e l’immenso dolore di veder morire più di 12.000 compagni e compagne nella lotta contro lo Stato Islamico nel corso di cinque anni. Le donne della Siria nord-orientale stanno conducendo una resistenza senza eguali contro le forze di occupazione dello Stato turco e i suoi alleati jihadisti.

Tutti gli alleati dello Stato turco sono parimenti responsabili di questi attacchi. La Coalizione internazionale e lo Stato russo sono responsabili del massacro delle nostre compagne. Li consideriamo responsabili e diciamo chiaramente che questi attacchi selvaggi dello Stato turco devono cessare e che gli Stati e le istituzioni internazionali non devono essere complici del femminicidio e del genocidio del popolo curdo.

Gli attacchi militari contro la società civile sono crimini di guerra. Puntare alle donne che organizzano la loro società e che rivestono un ruolo in politica è un crimine contro il futuro delle donne.

Per questo, facciamo appello alle donne e alle organizzazioni delle donne di tutto il mondo affinché assumano una posizione chiara contro questi attacchi e siano solidali con la resistenza delle donne del Rojava. Inoltre, chiediamo al popolo curdo e a tutti i suoi alleati di intensificare incessantemente la resistenza e agire contro il fascismo e il tradimento.

Lo Stato fascista turco è un assassino di donne. L’obiettivo del fascismo turco e del macellaio Erdoğan è il massacro delle donne che si organizzano per creare una società egualitaria.

Ancora una volta condanniamo questi attacchi barbari. Promettiamo alle nostre compagne Zehra, Bedîea e Madre Emîne di resistere in tutte le zone in cui la mentalità fascista e misogina si manifesti. Questo attacco rafforza la nostra decisione di cercare la libertà e ogni martire nella lotta illumina il nostro cammino e la nostra organizzazione. Garantiremo la libertà delle donne e di tutti i popoli con Zehra, Bedîea e Madre Emîne come nostra avanguardia.

La resistenza è vita!

Viva la resistenza delle donne che si organizzano, lottano e cercano la libertà!

Fermiamo l’occupazione e il massacro!

Women Defend Rojava Madrid
24 giugno 2020

Il presente comunicato, così come la lista delle organizzazioni aderenti, sarà pubblicato in rete e presentato alle istituzioni e ai media. Mandate la vostra adesione a: womendefendrojava-madrid@riseup.net