Comunicato TJK-E per l’8 marzo

LA RESISTENZA DELLE DONNE CI RENDE LIBER*!

 

Noi donne abbiamo dimostrato ancora una volta che non rinunceremo mai alla nostra determinazione a cambiare il mondo e il sistema ingiusto e sessista in cui viviamo. Siamo entrate nel 2018 con una straordinaria ondata di rivolte femminili, che abbiamo ripreso e continuato nel 2019. In tutto il mondo abbiamo portato nelle strade la nostra rabbia contro la disuguaglianza, l’ingiustizia, il nazionalismo, il razzismo e tutte le forme di violenza. Ci siamo organizzate. Contro il patriarcato e tutti i tipi di massacri e danni causati dalla dominazione maschile, abbiamo detto: “Siamo qui e siamo abbastanza forti da cambiare questo mondo”. E così abbiamo iniziato ad organizzare la nostra resistenza. E proprio a causa del rinnovato attacco ai nostri diritti, che noi donne abbiamo lottato per secoli a caro prezzo, nel tentativo di rendere negoziabili questi diritti, siamo scese in piazza dicendo: “Questo è solo l’inizio e avremo l’ultima parola“.

Come donne, ci siamo impegnate l’una verso l’altra rafforzandoci a vicenda in tutto il mondo. Dal momento in cui abbiamo iniziato a cambiare la nostra vita passo dopo passo, ci siamo salutate l’un l’altra come sempre nel nostro modo autentico. Eravamo colorate e diverse. Ma i nostri sentimenti e le nostre aspettative per questa vita erano gli stessi. Il cuore delle donne del mondo batte anche in Kurdistan. Con l’esperienza di anni di lotta, il movimento delle donne in Kurdistan è stato d’ispirazione per le donne e la libertà della società. Non si limitava a un saluto resistente dal Medio Oriente alle lotte delle donne nel mondo: ha dimostrato ancora una volta di avere la forza e la determinazione di cambiare il mondo. L’esperienza in Rojava ha seminato il seme della speranza per la liberazione di genere, per una vita democratica ed ecologica. Ci ha mostrato che l’espressione “quando le donne si organizzano, il mondo cambia” non è un’utopia ma un progetto realizzabile di libertà. Perché la libertà era così tanta nella nostre vita che possiamo accedervi.

Raggiungiamo la libertà attraverso l’organizzazione e la lotta. Il movimento delle donne curde ha socializzato questa affermazione, rendendo la liberazione di genere realizzabile e viva. Il segreto del successo contro l’ISIS, rappresentante dell’imperialismo globale e del fondamentalismo locale, risiedeva in essa. La libertà ci apparteneva e poteva essere raggiunta attraverso l’organizzazione e la lotta. Il patriarcato non è infinito, può essere distrutto. Migliaia di donne, come le loro predecessore, hanno rischiato la vita per costruirsi una nuova vita. Dalle nostre prime madri donne alle streghe, filosofe come Ipazia e migliaia di altre rimaste in incognito, Rosa Luxemburg, Emma Goldmans, Clara Zetkins, Berta Caceres`, Marielle Francos, Sakine Cansiz, Zilans, Beritans, Ivana Hoffmanns – con la resistenza di milioni di donne siamo arrivate ad oggi. E queste esperienze storiche portano il cuore di milioni di donne verso la libertà, senza sosta.

E poi esiste un’altra donna: Leyla Güven. Leyla è una donna che rischia la vita per una vita libera, che sta diventando il simbolo della resistenza e lascia che una nuova vita fiorisca nel suo corpo. Leyla Güven con la sua forte volontà ha prodotto un intervento femminile contro il fascismo, contro l’isolamento della vita delle donne e dei popoli, contro l’isolamento di Abdullah Öcalan e contro la trasformazione della Turchia in una grande prigione.

Leyla ha intrapreso uno sciopero della fame a tempo indeterminato, in modo che il rappresentante del popolo curdo, Abdullah Öcalan, possa fare politica in condizioni di vita e di lavoro libere. Abdullah Öcalan è l’unica persona che ha la forza di fermare questa prigione oscura. Una pace orientata alle donne e alla libertà in Medio Oriente può essere resa possibile solo dall’abolizione dell’isolamento. Questa dichiarazione si è trasformata in una resistenza internazionale nella persona di Leyla Güven. Il processo di resistenza di Leyla Güven è un appello alla libertà: “La resistenza delle donne ci rende liber*”.

Come donne curde, chiediamo alle donne di tutto il mondo di diventare più determinate, disposte e solidali alla lotta per la libertà e per la liberazione. Il confederalismo e l’internazionalismo delle donne non può e non deve essere intimorito. Al contrario, si dimostra che il confederalismo femminile è di fatto realizzato dall’ascesa delle donne in tutto il mondo. Nel momento in cui questa energia si incontra con l’organizzazione delle donne, nessun potere patriarcale può esistere contro la libertà delle donne.

Quest’anno lo sciopero del movimento globale delle donne contro lo sfruttamento e la fatica della manodopera femminile sarà la risposta più grande al depauperamento. Diamo il benvenuto allo sciopero delle donne. Su questa base, chiediamo a tutti di partecipare a questa lotta dignitosa: la lotta unisce le donne, la resistenza delle donne libera il mondo! Viva l’8 marzo, la lotta internazionale delle donne!

Jin-Jiyan-Azadi! Donna-Vita-Libertà!

Movimento delle donne curde in Europa (TJK-E)

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