Comunicato in occasione del 25 novembre

Insieme a tutte le donne che chiedono libertà, uguaglianza e pace, saremo in grado di costruire una Siria libera e di creare una Confederazione Mondiale delle Donne attraverso le nostre organizzazioni, idee e lotta ed essere pioniere in questa costruzione.

Traduciamo il comunicato pubblicato il 20 novembre 2021 da Women Defend Rojava.

All’opinione pubblica e ai media
Con lo slogan “Poniamo fine alla violenza e all’occupazione” noi lottiamo nello spirito di Hevrin Khalaf, Sosin Birhat, Hind, Saade, Deniz Poyraz, Leyla Agiri, Zahra Berkel e Kerima Lorena Tariman., donne che hanno combattuto contro lo stato-nazione patriarcale e in questa lotta hanno sacrificato la vita. La loro resistenza e la loro lotta eroica sono diventate il nostro modello per conquistare la libertà delle donne. Continueremo il loro cammino con determinazione e coraggio per avere una vita dignitosa e la liberazione delle donne.  

Alle compagne e sorelle
Le donne sono state sistematicamente assassinate per migliaia di anni, ma fino ad oggi, a livello internazionale, questo non è stato definito femminicidio. Le donne, le attiviste, coloro che fanno politica e lottano in tutto il mondo, hanno pagato un prezzo altissimo per il loro impegno contro l’oppressione e il genocidio, dall’America Latina alla Tunisia, dalla Turchia alla Polonia, dalla Siria all’India, dalla Bielorussia a Iraq, Libano, Pakistan e Afghanistan.

Il sistema dominato dagli uomini incoraggia la violenza globale usando religione e discriminazione basata sul genere e sul nazionalismo. Il martirio delle sorelle Mirabal per mano del dittatore Trujillo rappresenta un punto di svolta nella marcia della resistenza delle donne. Il giorno del loro martirio è usato come un momento storico per proclamare la resistenza delle donne all’oppressione, all’ingiustizia e alla tirannia. Nel 1999, sulla base di questo assunto, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di dichiarare il 25 novembre di ogni anno come Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne in tutto il mondo, al fine di eliminare la violenza fisica subita dalle donne.

Specialmente in tempi di conflitto armato noi, come organizzazione di donne che operano nel Nord-Est della Siria, sappiamo che in queste situazioni le prime vittime sono le donne. In particolare nelle zone occupate dallo stato turco, le donne hanno sperimentato ogni tipo di violenza come stupri, torture, arresti, rapimenti e privazione della libertà. Lo stato turco in queste zone ha commesso numerosi crimini di guerra e crimini contro l’umanità, mentre la comunità internazionale tace, nonostante il fatto che la violenza contro le donne in tutte le sue forme sia la violazione più diffusa dei diritti umani. Come indicato nelle risoluzioni delle Nazioni Unite, il 70% delle donne nel mondo è soggetto a violenza nella sua vita proprio per il genere a cui appartiene. La violenza si fa anche più feroce nel momento in cui diventa una pratica sistematica delle autorità e degli stati.

Il patriarcato e la violenza contro le donne hanno una lunga storia, così come la resistenza eroica che li contrasta. Tuttavia, la storia scritta dai potenti e dai governanti non parla della resistenza delle donne per consentire che potenti e governanti continuassero a mantenere unità e indipendenza. Noi pensiamo che il ventunesimo secolo sarà il secolo della liberazione delle donne, perché le voci di donne che chiedono libertà si stanno alzando in tutte le parti del mondo. Dalla regione che ha sconfitto l’ISIS grazie alla loro resistenza, delle donne gridano: “No alla violenza, no all’occupazione, no al conflitto armato, no alla guerra, no alla sostituzione demografica, no al genocidio, no all’assassinio delle donne”.

Noi, i movimenti delle donne di tutte le componenti del Nord-Est della Siria, dichiariamo di voler intensificare la nostra lotta contro la mentalità patriarcale, per un cambiamento della società basato sulla libertà e l’uguaglianza. Invitiamo le nostre sorelle in tutta la Siria a lavorare per un Paese libero e democratico e a creare un sistema che sostenga il diritto delle donne a vivere in sicurezza in tutte le sfere della vita.

Insieme a tutte le donne che chiedono libertà, uguaglianza e pace, saremo in grado di costruire una Siria libera e di creare una Confederazione Mondiale delle Donne attraverso le nostre organizzazioni, idee e lotta ed essere pioniere in questa costruzione: abbiamo la forza e la determinazione per farlo. Su questa base, noi, come donne del Nord-Est della Siria, porteremo avanti una serie di attività dal 20 novembre al 10 dicembre con lo slogan “Poniamo fine alla violenza e all’occupazione”.

Programma della campagna:

• Conferenze pubbliche e private per le donne nei villaggi, città, distretti e campi su: violenza e quale genere di violenza, violenza politica, diritto delle donne, forme di matrimonio.

• Conferenze pubbliche per cambiare la mentalità degli uomini.

• Corsi di formazione per uomini.

• Webinar.

• Realizzazione di un seminario di dialogo generale sulla lotta alla violenza contro le donne.

• Workshop sulla lotta alla violenza contro le donne

• Piattaforme pubbliche e programmi televisivi.

• Spettacoli e mimi in luoghi pubblici.

• Opuscoli sulla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

• Marce speciali per le donne in tutte le province.

• Marce speciali per gli uomini in tutte le province.

• Una campagna di hashtag sui social media.

Comitato della campagna delle donne
del nord e dell’est della Siria per il 25 novembre 2021